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Gennaio-Febbraio

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Resoconto missione gennaio-febbraio 2014
di Marika Caprera

Questa missione aveva come obiettivo principale lo sdoganamento del container inviato dall’Italia, la messa in sicurezza di tutto il materiale presso un magazzino a Ziga e la realizzazione dell’impianto fotovoltaico e idrico adiacente al presidio sanitario del villaggio.
Per portare a termine questi obiettivi la missione era stata strutturata in maniera che si avvicendassero tre gruppi distinti di volontari a copertura di un periodo di tempo che andava dal 9 gennaio fino al 13 febbraio.
Il container è arrivato in Ghana il 24 novembre 2013 ma Jacob si è potuto recare sul posto solo il 9 dicembre perché impegnato con la missione di Bayty Baytik. E’ difficile da stabilire con certezza ma, per ammissione dello stesso Jacob, questo ritardo potrebbe essere stato fondamentale nel complicare le pratiche di sdoganamento. Già prima della nostra partenza, ci aveva informati delle inaspettate difficoltà burocratiche dovute alla modifica di una normativa entrata in vigore a dicembre 2013. Per tale motivo è stata avviata da zero una nuova pratica di sdoganamento in base alla quale l’associazione ricevente il materiale non doveva più essere Amour d’Afrique, nostra partner in Burkina Faso, ma la stessa Mamma Africa.
Per ricevere il container la nostra associazione avrebbe dovuto ottenere il riconoscimento come ONG in Burkina Faso, in modo poi da essere esonerata dal pagamento dei dazi doganali. Questa pratica o convenzione, come la chiamano in Burkina Faso, è molto lunga e farraginosa. Era stata già aperta lo scorso giugno 2013 ma l’estrema lentezza della burocrazia africana ed i ritardi accumulati a fine novembre hanno fatto si che la missione si concludesse senza raggiungere l’obiettivo principale.
E' stato ottenuto l’agognato riconoscimento di ONG in BURKINA FASO ma è mancato il timbro dell’Ufficio delle Imposte per l’esonero dai dazi doganali. E’ stata dunque una missione di lunghe e snervanti attese, di speranze inutili, di frustrazioni grandi.

Il primo gruppo in partenza il 9 gennaio era costituito da Clementina e da Claudio che dovevano rimanere per due settimane. Clementina si è occupata di organizzare le risorse umane ed i materiali per realizzare la piattaforma ed il locale tecnico per l’impianto fotovoltaico. Claudio ha visionato il materiale depositato alla dogana di Ouagadougou e poi ha deciso poi di anticipare il suo rientro in Italia di una settimana.
Il 16 gennaio sono partiti Carmelo e Alberto. La loro permanenza in Burkina Faso doveva protrarsi per quattro settimane ma, date le circostanze, Carmelo ha deciso di anticipare di una settimana il suo rientro in Italia. Entrambi hanno seguito con attenzione i lavori per completare le istallazioni tecniche a Ziga e atteso giorno dopo giorno le notizie sull’avanzamento delle pratiche burocratiche per il container. Si sono anche occupati di effettuare alcun lavori di manutenzione nella casa a Sanabà, in particolare per liberare il sottotetto da una colonia di pipistrelli che stava mettendo a rischio la tenuta del sottotetto stesso.
Durante questo periodo il vecchio pulmino si è definitivamente fermato a causa della rottura del motore.
Il 30 gennaio sono partiti alla volta del Burkina Faso Marika, Alessandro, Marcello, Elisabetta e Monica che, durante la prima settimana, si sono divisi in due gruppi.
Alessandro, Elisabetta e Monica hanno raggiunto Ziga. Marika, Carmelo e Marcello sono rimasti nella capitale per seguire le pratiche burocratiche del container fino 7 febbraio, giorno in cui hanno perso definitivamente le speranze. Il 6 febbraio Carmelo è ripartito per l’Italia. L’8 febbraio Marika e Marcello hanno raggiunto gli altri al villaggio con una corriera.

Durante la permanenza a Ziga, nonostante le enormi difficoltà sono comunque state effettuate le seguenti attività:

  • acquisto di prodotti artigianali da utilizzare nei banchetti di beneficenza;
  • messa a dimora di circa 800 semi di moringa nei campi vicini al fiume Mouhun e delle pale di fico d’India nel primo realizzato da Mamma Africa a Ziga; effettuata anche la formazione per la coltivazione delle suddette piante;
  • assegnazione di sei borse di studio al liceo di Sanabà;
  • assegnazione di borse di studio alla scuola primaria Ziga 2;
  • istituzione del secondo premio di fine d’anno per il ragazzo e la ragazza più meritevoli del liceo di Sanabà;
  • realizzazione della piattaforma di cemento e del locale tecnico per l'impianto fotovoltaico ed installazione dei paletti per la relativa recinzione;
  • formazione alle donne del quartiere Dafi sull'igiene dei bambini per la prevenzione delle parassitosi intestinali e distribuzione delle confezioni di Vermox donate in Italia.


E’ stato inoltre portato a termine il primo corso di educazione sessuale tenuto presso il liceo di Sanabà. La relatrice è stata Monica con l’ausilio della traduzione di Mamma Africa. Il corso è stato un successo, molto apprezzato anche dal direttore ma dovrà essere implementata la parte grafica e descrittiva. L’obiettivo futuro sarà quello di effettuare corsi itineranti nelle varie scuole della regione. Durante il corso infatti ci si è resi conto che alle giovanissime donne mancano gli elementi basilari di conoscenza anatomica del proprio corpo e delle fasi del ciclo sessuale. Si è parlato inoltre di metodi di contraccezione, di malattie legate all’assenza di cura dell’igiene e di malattie sessualmente trasmissibili.

La rottura definitiva del vecchio furgone ha costretto tutti ad utilizzare mezzi alternativi sia per gli spostamenti da Sanabà a Ziga sia per gli spostamenti da e verso la capitale. Lo sdoganamento dei fuoristrada arrivati a Ziga tramite il container sarà fondamentale per il successo delle missioni future.


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