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Febbraio

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Resoconto missione febbraio 2011
di Marika Caprera

Ho vissuto questa seconda missione in Burkina Faso con maggiore difficoltà della prima.
Intanto la variazione climatica. Era la stagione secca prima dell’inizio del periodo delle piogge. Abbiamo trovato temperature estremamente elevate per cui consiglio di effettuare la prossima missione in questa stagione leggermente in anticipo e cioè ai primi di febbraio piuttosto che alla fine.
Non so se i miei occhi fossero diversi ma questa volta ho trovato una realtà più cruda. Ci siamo trovati di fronte ad un maggior numero di parti prematuri con le conseguenze immaginabili, visto che l’unica incubatrice possibile era una coperta di lana. Poi mi sono resa conto che almeno il 40% dei bambini è affetto da parassitosi e disvitaminosi piuttosto evidenti e, in alcuni casi, il tutto è accompagnato da una grave malnutrizione. In qualche caso giudicato particolarmente grave abbiamo prestato il sostegno economico per effettuare la terapia soprattutto quando la famiglia di origine non era nelle condizioni di sostenere la spesa per i farmaci.

Abbiamo rafforzato i nostri contatti sia con gli anziani del villaggio sia con il capo medico responsabile del distretto sanitario di Solendo da cui Ziga dipende. Durante il colloquio con quest’ultimo siamo venuti a conoscenza del fatto che il mayor, medico dei villaggi, in realtà non è un proprio medico ma una figura sanitaria a metà tra un infermiere specializzato e un medico con una specie di laurea triennale. Ciò ha costituito un problema per la gestione dei farmaci con cui abbiamo allestito la farmacia al villaggio. Infatti i nostri farmaci vengono considerati dei farmaci specialistici mentre il mayor ha solo l’autorizzazione alla prescrizione di alcuni farmaci generici secondo le direttive statali. Tra l’altro, tali prescrizioni terapeutiche sono piuttosto generiche e costituiscono più che altro una prescrizione di associazione farmacologica utilizzata un po’ per tutte le patologie.
In ogni caso, grazie anche all’enorme lavoro di classificazione dei farmaci donati in base al principio attivo, siamo riusciti ad ottenere che alcuni venissero equiparati ai farmaci generici e altri potessero essere prescritti direttamente dal mayor dopo autorizzazione telefonica del capo medico di Solendo.
Tengo anche a far notare che in questa vicenda gli abitanti di Ziga hanno duramente lottato affinché le risorse farmacologiche donate rimanessero al villaggio piuttosto che essere destinate ad altre sedi dove erano presenti medici prescrittori. In generale questo atteggiamento di attiva collaborazione da parte degli abitanti del villaggio è stato costante e portato avanti con grande entusiasmo.

La maggior parte dei presidi sanitari e degli arredi sono stati trasferiti alla struttura sanitaria. Sono stati montati i letti ortopedici con i relativi materassi ricoperti con le plastiche trasparenti. Un lettino ginecologico è stato sistemato per le visite in una stanza della maternità e una lettiga è stata posizionata nella sala parto per l’assistenza alle madri in caso di parti contemporanei. Non sono state consegnate le sterilizzatrici a caldo visto che in questa occasione non si è potuto ancora realizzare l’impianto elettrico.
A tal proposito, metto in evidenza il lavoro svolto da Claudio Ferrante e Adam che insieme hanno controllato e messo a punto l’impianto elettrico dell’edificio maternità e si sono occupati di chiamare e seguire i tecnici affinché venisse messo in funzione il generatore elettrico diesel il quale speriamo diventi una realtà utile nelle emergenze dopo la nostra partenza, in attesa di un impianto solare.
Non è stato possibile realizzare l’approvigionamento idrico dell’ospedale tramite il serbatoio montato sul castelletto poiché, durante le prove di pompaggio, l’acqua risaliva indietro uscendo dalla pompa del pozzo e non si è riusciti a trovare in loco una valvola di non ritorno. Per questo motivo abbiamo pensato di chiedere dei preventivi per la realizzazione di un impianto a luce solare sia per l’elettricità sia per l’approviggionamento idrico all’ospedale e, se possibile, realizzarli alle prossime missioni se ci saranno le risorse economiche sufficienti.

Abbiamo anche visitato la scuola primaria e conosciuto il nuovo direttore.
L’impressione è stata ottima. Si è subito messo all’opera per redarre un documento esplicativo sui costi necessari al sostegno annuale scolastico dei piccoli studenti. Inoltre, su nostra richiesta, ha individuato sei bambini bisognosi ma nello stesso tempo con un buon rendimento scolastico a cui sono state assegnate delle borse di studio. Preciso che dal documento fornitoci dal direttore si evince che sono sufficienti 30,00 euro per anno a sostenere completamente la scolarità primaria di un bambino.

Il materiale trasportato con il container inviato dall’Italia e giunto a Ziga a settembre è stato sistemato in due magazzini e ben conservato considerate le condizioni locali.
La farmacia allestita sarà successivamente spostata in una zona più vicina all’ospedale per consentire una migliore fruibilità.
Una delle sedie a rotelle è stata donata ad un bambino disabile e una bicicletta a Nafisà, la ragazzina che è riuscita ad arrivare al liceo e che al momento abbiamo premiato per il suo eccellente impegno scolastico (la più brava in tutta la regione di Banwa) anche con una somma corrispondente a circa 25,00 euro, in attesa di parlare con il direttore del liceo di Sanaba per comprendere i costi dell’istruzione superiore.
Il resto del materiale è stato donato in toto al villaggio che ha approntato un comitato che ne curerà la gestione e la distribuzione.

Nella precedente missione avevamo individuato in Adam una persona di fiducia per seguire i vari lavori durante la nostra assenza e si era deciso eventualmente di assegnargli una somma mensile corrispondente a 200,00 euro, in condivisione al 50% con Bayty Baytik.
Visto che al momento non si è proceduto con i lavori della scuola, abbiamo liquidato 200,00 euro per il lavoro eseguito nel mese di marzo.

All’inizio del viaggio abbiamo effettuato l’acquisto di un pulmino Toyota grazie alla donazione della Fondazione Pizzo-Morello. Altre somme in più rispetto alla donazione sono state spese per alcuni interventi di riparazione dello stesso.
Inoltre abbiamo provveduto all’acquisto di oggetti tipici della tradizione locale da offrire in cambio di donazioni in occasione dei vari eventi di raccolta fondi.

Faccio anche presente che la partecipazione fondamentale di Adele D’Asta a questa missione è stata possibile grazie ad una donazione esplicitamente dedicata. Ma a causa della guerra in Libia si è reso necessario un cambio di compagnia aerea all’ultimo minuto che ha determinato un costo ulteriore per il biglietto aereo di 359,00 euro che sono stati sostenuti dall’associazione vista la causa di forza maggiore intervenuta.


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