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Coltivazione moringa

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Premesse
La
moringa oleifera è una pianta appartenente alla famiglia Moringaceae, diffusa in buona parte della fascia tropicale ed equatoriale del pianeta.
La moringa raggiunge un'altezza che va dai 4 ai 7 metri ma, con suolo profondo e fertile, supera anche i 10 metri. Ha tronco eretto o ramificato dalla base, molle ed a consistenza spugnosa, il legno è debole, i rami sottili ed intrecciati sono penduli. Le foglie sono pluricomposte (ogni foglia è composta da alcune fogliole) e alquanto robuste, verde chiaro al dorso, verde pallido al verso. Le radici hanno un forte odore e sapore di ravanello. I fiori sono piccoli ma numerosi, di colore bianco crema, sono ottimi produttori di nettare per le api e di discreto valore decorativo. In ambiente tropicale la pianta può fiorire due o tre volte all'anno. I frutti sono grandi baccelli a sezione triangolare, affusolati ed appuntiti (30-45 cm di lunghezza), verdi e morbidi se immaturi; a maturità assumono una colorazione ocra e poi marrone ed una consistenza legnosa. I semi bruni contenuti sembrano fagioli ma sono tondeggianti e sono dotati di una membrana cartacea; sono da 16 a 22 per baccello mentre ogni albero produce da 20 fino ad 80 baccelli.
La pianta di moringa è resistente alla siccità e può svilupparsi in un'ampia varietà di terreni anche poveri e su suolo sterile; in terreni di buona fertilità e mediamente irrigati può avere una crescita notevole. Non ha preferenze di suolo per quanto concerne il PH (suoli acidi o alcalini), andando da PH 4,5 a 9,0; si sviluppa e può fruttificare già al primo anno di impianto con abbondante crescita di foglie.
La pianta necessita assolutamente di terreno ben drenato, non sopporta terreni alluvionati od asfittici. L'albero non resiste al fuoco e questo è un grave svantaggio, dato che nei paesi di origine l'uso del fuoco in maniera più o meno controllata è un mezzo sbrigativo e frequente per il diserbo e la "fertilizzazione" del suolo. L'incendio boschivo produce gravissimi danni, spesso fatali, a questa specie. Infatti le altre specie vegetali dopo un incendio possono ricrescere mentre le piante di Moringa, se raggiunte dal fuoco, sono irrimediabilmente distrutte.
Praticamente
tutta la pianta è commestibile. Le foglie possono essere mangiate e sono molto ricche di proteine, vitamine e sali minerali. Hanno un sapore leggermente piccante e grato anche allo stato crudo. Contengono il 25% in peso di proteine (più che le uova ed il doppio del latte di mucca), il quadruplo di vitamina A delle carote, quasi otto volte la vitamina C delle arance, il triplo del potassio delle banane. Questo contributo proteico fa pensare che tale nutrimento possa essere un utile supporto per le gestanti e per l'allattamento umano in condizioni di povertà e difficoltà. Le foglie, oltre che direttamente per l'alimentazione umana, possono essere utilizzate come foraggio per gli animali. In tal caso, assieme alla pasta residua all'estrazione dell'olio, costituiscono un buon ricostituente alimentare per gli animali erbivori dei quali sembra migliorarne le condizioni vitali.
Per quanto riguarda i frutti, l'uso più popolare e frequente è la preparazione mediante bollitura dei baccelli immaturi che hanno il sapore degli asparagi. Nella medicina Siddha sono considerati dei potenti afrodisiaci per ambedue i sessi. I semi vengono assunti bolliti o tostati ed hanno il sapore dei ceci. L'estrazione di olio dai semi è una importantissima risorsa: i semi contengono dal 30% al 50% di olio (le olive dall'8 al 20%).
L'olio estratto contiene dal 65% al 76% di acido oleico che è lo stesso olio insaturo delle olive. L'olio è dolce e saporito e non irrancidisce diversamente dall'olio di Jatropha. E' perfettamente adatto all'alimentazione umana. Estratti gli oli dai semi, la pasta residua contiene il 60% di proteine pregiate. Questa è una quantità enorme se si considera che il residuo dell'analogo trattamento della soia (prodotto di discreta qualità proteica vegetale) produce dal 30% al 35% di proteine, la cui gamma di aminoacidi, come per la gran maggioranza degli altri vegetali noti, è incompleta. Anche le proteine ottenute della pasta residua sono adatte per l'alimentazione umana.
Perfino le radici sono commestibili e, come accennato, hanno sapore piccante come di ravanello. L'aroma piccante delle radici è più pronunciato di quello delle foglie. L'uso comune delle radici è quello di aromatizzante ma, per la presenza di un alcaloide che interferirebbe con la trasmissione nervosa, ne è sconsigliato l'uso in quantità eccessiva.
Anche i fiori sono commestibili, di norma sono preparati in insalata. La moringa è pianta mellifera, può quindi esser prodotto il miele dai suoi fiori.
È di grande rilievo il fatto che
il contenuto proteico delle parti della pianta sia completo, cioè contiene tutta la gamma degli aminoacidi compresi quelli pregiati. Questo fatto è pressoché unico tra i vegetali: la moringa rappresente l'unica pianta esistente, ad oggi nota, con tali caratteristiche, tra l'altro interessanti dal punto di vista umanitario, in quanto costituiscono un grande potenziale per combattere fame e povertà.
L'olio estratto dai semi può essere usato per produrre saponi, lubrificanti e cosmetici dal valore equivalente a quelli prodotti con l'olio di oliva e quindi piuttosto elevato. Gli oli estratti sarebbero anche adatti alla preparazione di carburante biodiesel.
Dalla corteccia è estratta una gomma dai molti usi e sostanze tanniche usate per la concia delle pelli. Il legno può essere utilizzato per l'industria della carta, fornisce inoltre una tintura di colore azzurrato.
Dalle foglie di Moringa oleifera si può preparare, mediante la infusione delle foglie in acqua per diversi giorni, un concime liquido. L'aumento di crescita delle piante concimate mediante la nebulizzazione del liquido ottenuto sulle superfici assorbenti è notevole (fino al 25%).
L'uso più famoso della pianta è quello di depurazione dell'acqua tramite i semi. La farina di semi di Moringa è un ottimo depuratore dell'acqua o di altri liquidi alimentari, avendo un eccellente potere flocculante: fissa ed adsorbe (cioè cattura fissando) i corpi batterici e le altre impurità in sospensione nel liquidi inglobandoli in fiocchi che poi precipitano al fondo, lasciando il liquido più limpido e depurato. Tale proprietà di purificazione è ben nota nei luoghi dove spesso l'acqua non è pura e dove la Moringa è definita “l'albero dell'acqua pulita”.

Obiettivi

Le immense possibilità di sfruttamento della Moringa spingono ad avviarne la produzione soprattutto per fini alimentari ma anche per l'impiego agricolo, come concime, o per l'allevamento degli animali.

Metodo d'intervento
Durante la missione di gennaio-febbraio 2014 sono state avviate delle culture sperimentali a seguito dell'acquisto di una discreta quantità di sementi. A febbraio 2015 abbiamo verificato che le piante crescono ottimamente in condizioni ideali, lasciando ben sperare per il futuro.

Costi
I costi si sono dimostrati tutt'altro che proibitivi. Piantati i semi, la moringa cresce liberamente nelle piantagioni di Ziga senza necessità di trattamenti particolari, quindi praticamente a costo zero.

Eventuali sviluppi futuri
La coltivazione sistematica, oltre a rappresentare un arricchimento nutrizionale per la stessa popolazione di Ziga, può consentire di migliorare la qualità dei terreni coltivati e un miglioramento nell'allevamento del bestiame.


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